Giugno 2010 - Geniodonna - Anno 2 - N° 8
Periodico di fatti e di idee di Como e del Cantone Ticino

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Ticino, la risorsa segreta delle microimprese

In sommario: 

  • Microaziende: linfa per l'economia
  • Gli atomi uniti fanno la forza (intervista al Presidente di FORMiKA)
  • L'intrapprendenza è donna, l'impresa pure (intervista a Brigitte Bertuca e Petra Rus)
  • Aziende in cerca di credito
  • La finanza dal volto umano
  • Una banca senza interessi: l'esempio della JAK Bank
Dal Mattino della Domenica del 31 gennaio 2010

Crisi? Fuori i soldi e usiamoli bene. Microcredito da sostenere

 Negli ultimi tempi giovani appena usciti dai vari ordini di scuola e, specialmente, persone lasciate a casa dalla propria ditta, hanno deciso che piuttosto di prendersi lo statuto di disoccupato, è meglio intraprendere un’avventura imprenditoriale. Attenzione, non parliamo in questo caso necessariamente di piccole aziende tecnologicamente avanzate. Le persone di cui parliamo hanno bisogno di sostegno ridotto, immediato e non unicamente finanziario, ma anche di conoscenza, in particolare in ambito manageriale e fiscale. Una cosa va subito detta, giusto per levare incomprensioni: il microcredito deve aver un carattere prioritariamente imprenditoriale e non necessariamente sociale. Chi fa richiesta per ottenere un microcredito (crediti mediamente attorno ai 30-40 milia franchi a testa) deve avere determinate caratteristiche. Un minimo di mentalità manageriale, un piano aziendale e finanziario mediamente attendibile, un servizio e un prodotto che non siano necessariamente legati alla tecnologia avanzata, ma quantomeno mediamente originale, ecc.
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Articolo pubblicato sul Corriere del Ticino del 19.01.2010 a titolo "Concorrenza dannosa tra lo stato i privati" e sul Giornale del Popolo del 19.01.2010 a titolo "Pubblico e Privato – Concorrenza da evitare".


Ci interroghiamo spesso sulla ridefinizione dei compiti dello Stato: per alcuni sono troppi, per altri non abbastanza. Ogni opinione è lecita. Come Associazione dei microimprenditori, apartitica, desideriamo tuttavia sottolineare un punto importante. La concorrenza tra settore pubblico ed economia privata dovrebbe essere evitata il più possibile. Se l'attività fornita dalle aziende private fosse carente ed il servizio fosse indispensabile per la società oppure se il costo del servizio avesse un impatto sociale, lo Stato potrebbe e dovrebbe essere complementare o temporaneamente sussidiario. Quando tuttavia diverse attività private presenti in tutto il territorio operano in regime di libera concorrenza, è singolare scoprire che lo Stato si è organizzato per fornire anche lui lo stesso servizio, in sovrapposizione ai privati.

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